La civiltą della castagna

 

A nord dell’abitato di Ponte alla Piera, alle pendici dell’Alpe di Catenaia, iniziano i boschi di castagno. In questa parte di Appennino la castanicoltura caratterizza ancora oggi la vita e l'economia delle popolazioni rurali in modo determinante, e in passato ha garantito la sopravvivenza nei difficili momenti di carestia.  Secondo alcune fonti storiche la coltivazione della castagna in questo territorio avveniva già in epoca etrusca e romana ma è a partire dal medioevo che la produzione viene consolidata e inizia la selezione dei migliori marroni. Recentemente i marroni prodotti nei comuni di Caprese Michelangelo e Anghiari hanno ottenuto il riconoscimento della DOP, con il nome di Marrone di Caprese Michelangelo. La "civiltà della castagna" ci racconta di un importante patrimonio culturale fatto di tradizioni e antichi saperi, di vecchi attrezzi agricoli e pratiche ormai dimenticate che negli anni passati hanno segnato il duro lavoro nel bosco. Naturalmente oggi le tecniche si sono evolute, ma i castagneti secolari dell’Alpe di Catenaia conservano intatto il loro fascino in qualsiasi stagione. La rete sentieristica del Parco è fornita di due itinerari tematici sulla castagna di diversa lunghezza e di un castagneto didattico dove approfondire la conoscenza della castanicoltura. Nei pressi del Centro Visita La Fabbrica della Natura c’è un essiccatoio per castagne a legna ancora utilizzato dai produttori della zona.